È parte di un affresco più grande proveniente dalla Cattedrale, recuperato in occasione di lavori da un sottoscala. Si leggono ancora tre parti distinte da cornici rosse e nere. In quella di destra c’è San Pietro che ha le chiavi nella mano sinistra e con la destra benedice un personaggio con la mitra vescovile nell’atto di designare San Lino suo successore, ambedue con il nimbo. A sinistra si trovano motivi architettonici, forse mura di una città. Nella parte superiore la porzione di una lunetta con cornice a libro aperto e il panneggio forse di un angelo.
L’autore è anonimo, ma si può accostare alle maestranze che hanno affrescato la cupola del Battistero e le calotte dei nicchioni in basso intorno al 1235. Il cantiere è romanico con echi bizantineggianti. Il carattere romanico è evidente nei colori bianchi e rossi, nell’incarnato pallido dei personaggi. Richiama il mondo bizantino nelle vesti di Pietro, nel panneggio del lacerto con l’angelo, nell’ornamento a perline del paramento del diacono.