
Le cappelle della navata sud

Dal fondo verso il presbiterio, incontriamo nell'ordine La cappella Bernieri


Dal fondo verso il presbiterio, incontriamo nell'ordine La cappella Bernieri
CAPPELLA DI SANT’AGATA
L’antica chiesetta era esterna alla Cattedrale, quando negli anni tra il 1575 e il 1585 fu inglobata nella Cattedrale. In questa cappella trovarono sepoltura i canonici della Cattedrale, fino a quando la duchessa Maria Luigia costruì il cimitero cittadino nel 1817. Ora vi trovano sepoltura i vescovi. A destra dell’altare si trova il cenotaffio dedicato a Francesco Petrarca, per qualche anno arcidiacono della Cattedrale. La volta è stata dipinta da Sebastiano Galeotti, e vi è raffigurato san Giovanni, già arcidiacono della Cattedrale e primo abate del vicino monastero di san Giovanni (983). La pala dell’altare con la crocifissione, il vescovo san Bernardo, sant’Agata e santa Maria Maddalena ai piedi della croce si devono a Bernardino Gatti (1570 circa).
CAPPELLA DEL COMUNE
Tutte le cappelle laterali sono state costruite nel secolo XV, forando le pareti laterali della Cattedrale. La Cappella fu voluta dal Comune come voto dopo la peste che aveva colpito la città negli anni 1410-1411. Le armi della città – un torello passante entro clipeo, in ricordo del primo podestà del 1221, e lo scudo crociato – sono dipinte nella fascia che separa lo zoccolo a finto marmo dai dipinti superiori. Gli affreschi sono opera di Bartolino de’ Grossi e, nella tipica sequenza narrativa quattrocentesca, seguono il racconto della Leggenda aurea di Iacopo da Varazze. A sinistra si trovano gli episodi della vita di San Sebastiano, a destra del papa San Fabiano. La dedica principale è a San Sebastiano, martire sotto Diocleziano (303), cui è dedicata una basilica sulla via Appia a Roma. Al suo culto è stato associato san Fabiano, primo martire della persecuzione di Decio (250), in ragione del fatto che le sue reliquie furono collocate nella basilica di San Sebastiano.
Una parola sulla chiusura marmorea della cappella: ricca nei marmi, nei colori, nelle dorature. Eleganti le candelabre dei pilastrini, il fregio della trabeazione dove le filigrane dorate si staccano sul fondo azzurro. È parte di una balaustrata più sviluppata che chiudeva la cappella Montini.
CAPPELLA CENTONI
Gli affreschi dedicati alla vita di sant’Antonio abate, la cui biografia si caratterizza per le sue lotte tremende col demonio. Sono opera del Rondani, che aveva collaborato col Correggio nel preparare gli intonaci sia nella Cattedrale che nella vicina chiesa di San Giovanni.
L’ancona sull’altare è stata dipinta su tavola dal parmigiano Alessandro Araldi nel 1516. Raffigura la Vergine col Bambino, con sant’Antonio abate e san Paolo. A destra inginocchiato il committente Lodovico Centoni. Nella predella, a mezzo busto, si trovano san Bernardo col galero, san Benedetto benedicente e san Giovanni da Parma. La tavola è firmata “Alexander de Araldis pinxit MDXVI” (Alessandro Araldi dipinse nel 1516). Elegante è l’ancona in legno, con fini decorazioni a grottesche.
CAPPELLA DEI CADUTI
L’antica cappella Baiardi, per volere del santo vescovo di Parma Guido Maria Conforti, nel 1919 fu dedicata ai caduti della prima guerra mondiale, i cui nomi coprono tutto attorno la parte bassa. L’esecuzione dei dipinti fu affidata a Biagio Biagetti, direttore della Pinacoteca Vaticana. Sopra l’altare è raffigurato “Il re dei re”, sotto l’altare una deposizione in terracotta dipinta, modellata da Giuseppe Carra. Sulle pareti l’intensa scena delle crocerossine in abito bianco che con lunghe candele scortano le bare dei caduti.