
La controfacciata

La controfacciata è affrescata dal Gambara dalla cima a fondo.


La controfacciata è affrescata dal Gambara dalla cima a fondo.
La controfacciata è affrescata dal Gambara da cima a fondo. Anche se la parete non offre la stessa suddivisione architettonica delle campate della nave maggiore, il soggetto è coerente coi precedenti. Qui le “cartelle” in monocromo sono tre.
REGISTRO SUPERIORE : Ascensione di Cristo (Atti 1, 6-11).
Monocromo centrale, sulla porta principale: Ascensione di Elia sul carro di fuoco
2 Re, 2, 11 : “Mentre camminavano conversando (con Eliseo) ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco. Elia salì nel turbine verso il cielo”
Monocromo di sinistra: Tentazione di Adamo ed Eva (Genesi 3,1-7)
Monocromo di destra: Cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre (Genesi 3,12-24).
Cristo è dipinto al culmine della parete, al centro, sopra il finestrone. Gli apostolo sono situati alla altezza dei matronei, rivolti verso il cielo, da cui scendono due grandi angeli in bianche vesti: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (Atti, 1,11).
In basso, ai lati della porta, due grandi figure in monocromo raffigurano un re e Sansone che tiene in mano la mascella d’asino con la quale aveva ucciso mille Filistei (Giudici 15,15). Ai loro piedi, due leoni replicano la simbologia cristologica del leone di Giuda vincitore su satana e il mondo (Apocalisse 5,5).
La tradizione cittadina racconta che il personaggio che si affaccia guardando l’interno della Cattedrale, sul lato sinistro della porta, sarebbe Lattanzio Gambara. Simmetricamente sulla destra una figura simile invece sarebbe Bernardino Gatti, detto il Sojaro, ricordato solo nel primo pagamento fatto dalla Fabbriceria della Cattedrale al Gambara. Fu forse il Sojaro, che lavorava in quegli anni nella chiesa della Steccata, l’artefice della chiamata del Gambara in Cattedrale.
La grande vetrata della controfacciata risale al 1954. Il vessillo al centro presenta lo stemma del Monte di Pietà con l’immagine del Cristo in pietà, sulla sinistra san Bernardo degli Uberti patrono della diocesi, a destra sant’Ilario di Poitiers, già protettore del comune medioevale, ora della città. Sostituisce la vetrata del 1574, opera di Arnolfo fiammingo, vetraio del Duca. I colori vivaci, vicini al cromatismo medioevale, contrastano con i colori più spenti degli affreschi.
A conclusione di questa descrizione del ciclo dedicato alla vita di Cristo, si può notare che la Ascensione di Gesù si può collegare alla Assunzione di Maria, dipinta nella cupola, al Redentore che tornerà alla fine dei tempi del catino absidale: un programma unitario che unisce la gloria di Cristo a quella della madre Maria e che si inserisce nell’antico orientamento ad est delle chiese, di chiaro simbolismo cristologico.