
Il portale sud

È il portale meno ornato e più spoglio, forse perché un tempo a questo lato del Battistero erano accostate costruzioni, ora abbattute, che in parte lo nascondevano.


È il portale meno ornato e più spoglio, forse perché un tempo a questo lato del Battistero erano accostate costruzioni, ora abbattute, che in parte lo nascondevano.
È il portale meno ornato e più spoglio, forse per il motivo che in origine a questo lato del Battistero erano accostate costruzioni, solo più tardi abbattute, che in parte lo occultavano. Nella lunetta viene vista comunemente la raffigurazione della leggenda di Barlaam e Josafat, uno scritto cristiano con influssi buddisti che ha conosciuto una diffusione notevole, specie nel Medioevo. Tra le tante interpretazioni quella più comune vede nel fanciullo che si rifugia sull’albero il principe Josafat, convertito da Barlaam, che fugge inseguito dal drago. Si rifugia sull’albero, ma due grossi roditori minacciano di farlo cadere nelle fauci del drago. Si salva nutrendosi del miele dal favo che si trova tra le fronde. Il miele nella letteratura biblica è segno della parola che nutre, qui della grazia che permette al cristiano di sfuggire al male e di operare il bene nel tempo della vita che scorre, richiamato dal carro del giorno e della notte che si succedono.
Nell’architrave sottostante, racchiuse nei tre dischi, al centro la figura di Cristo, seduto e incoronato, con il libro aperto con la scritta io sono l’alfa e l’omega, espressione dal libro dell’Apocalisse che troveremo all’interno nella cupola. Alla sinistra Giovanni Battista che indica con la mano Cristo “ecco l’agnello di Dio”, l’espressione da lui usata per indicare ai suoi discepoli il Cristo che si avvicinava per il battesimo al Giordano. Ed ecco alla destra un agnello che portava una croce – ora mutila. L’agnello è uno dei simboli più frequenti di Cristo, agnello immolato, che con il suo sacrificio ha posto fine ai sacrifici di agnelli nel Tempio.